Taste 2026: il meglio del True Food a Firenze

Un foodblogger che si rispetti non può mancare all’appuntamento più goloso dell’anno: il Taste di Firenze che ormai da qualche anno non si tiene più alla Stazione Leopolda ma alla Fortezza da Basso. Anche quella del 2026 è stata un’edizione incredibile, con ben 810 espositori che hanno celebrato il “True Food”, un concetto volto a celebrare il cibo autentico e la qualità delle piccole e medie imprese agroalimentari italiane d’eccellenza e la biodiversità.

E’ impossibile raccontare il Taste nella tua totalità, è un’esperienza che si può solo vivere, che nutre tutti i sensi e vive nei ricordi. Premesso questo, provo qui a fare una breve carrellata delle eccellenze che mi hanno colpita di più in questo viaggio tra i sapori.

L’Oro Liquido: Oli e Aceti d’Autore

La visita non può non contemplare l’eccellenza dell’olio toscano, con un inno al Chianti. Il Frantoio Pruneti si conferma un maestro nell’estrazione a freddo: Gionni e Paolo Pruneti, insieme a Katy ed Emanuele portano al Taste la loro filosofia di precisione assoluta. Tra i prodotti di punta: oltre ai celebri monocultivar, spiccano la Tricolor Collection e la Black & White Collection, perfetti per esaltare ogni ricetta. Il mio preferito, da sempre, è il Monocultivar Frantoio Biologico, con aromi di carciofo, mandorla verde e pepe verde, ottimo su bruschette e verdure grigliate. Ma dopo aver degustato in fiera Il Custode DOP Chianti classico Biologico, premiato da Flos Olei 2026 come Migliore Olio Extravergine di Oliva Dop/Igp – Fruttato Intenso non ho più un solo preferito! Tra le caratteristiche della loro produzione:

  • Tempo record: le olive vengono frante entro un massimo di 5 ore dalla raccolta per preservare intatte le caratteristiche di freschezza e le note verdi.
  • Tecnologia contro l’ossidazione: durante l’estrazione, i macchinari sono sigillati e saturati con azoto per eliminare l’ossigeno e prevenire l’ossidazione.
  • Conservazione e filtrazione: l’olio viene sempre filtrato per rimuovere impurità e conservato in serbatoi a temperatura controllata, sempre sotto azoto, fino al momento dell’ordine.
Olio Pruneti  Il Custode DOP Chianti classico Biologico, premiato da Flos Olei 2026 come Migliore Olio Extravergine di Oliva Dop/Igp - Fruttato Intenso

Ma Pruneti non è solo olio, produce anche vino Chianti Classico DOCG che racconta i sapori del territorio e può affiancare piatti di carne, pasta al ragù o formaggi stagionati, liquori e amari tipici come Amaro all’Iris del Chianti – un amaro aromatico con note balsamiche e amare, perfetto dopo pasto o in cocktail e il Liquore all’Iris e Gin all’Iris Pruneti – distillati che catturano l’aroma del fiore simbolo della regione, utilizzati anche in mix creativi durante eventi come l’Iris Day.

Trai i vari produttori di olio, impossibile non notare il Frantoio Muraglia, le cui bottiglie in ceramica sono ormai un’icona di stile. Le bottiglie in ceramica fatte a mano non solo conservano l’olio lontano dalla luce ma trasformano la bottiglia in un pezzo d’arredo… come non notare gli orci con motivo arcobaleno (a righe orizzontali colorate), con motivo sardine, con fantasia pois, arcobaleno (giallo, blu), a tema polpo, fico d’india, gallo, aragosta, dono (Camiilla Falsini) e bacio (Camilla Falsini)… tutte bellissime!

Bottiglei in ceramica e latte del frantoio Muraglia

Anche l’olio Romano del Frantoio Romano Vincenzo, proveniente dalla Sicilia e precisamente da Bronte, cattura subito l’attenzione per il suo packaging iconico. Il frantoio ha trasformato la classica bottiglia di olio in un vero oggetto d’arredo e da collezione. Le bottiglie sono realizzate in vetro e decorate con grafiche che omaggiano la Sicilia e la natura: teste di moro (trasformate anche in abat-jour!),sole mare (una bottiglia dai colori vibranti dove l’azzurro del mare incontra il rosso del tramonto, rappresentando l’anima della terra siciliana), fiorellini. Anche le lattine colpiscono per il loro design accattivante.

Olio in bottiglie e latte del Frantoio Romano Vncenzo

Per quanto riguarda l’aceto balsamico, Acetaia Giusti, fondata nel 1605, è la più antica casa produttrice di Aceto di Modena al mondo. Mi incanta ogni volta con le sue collezioni iconiche. L’Acetaia Giusti classifica molti dei suoi prodotti con un sistema a medaglie ispirato ai riconoscimenti ottocenteschi dove spiccano la 3 Medaglie d’Oro “Champagnotta” e l’esclusivo Tradizionale DOP “Extravecchio”. Più medaglie, più complessità e concentrazione. Il celebre “Il Denso” 3 medaglie è già un piccolo incantesimo su Parmigiano Reggiano o fragole. Le versioni superiori diventano quasi da meditazione, da gustare goccia a goccia. Ma propongono anche prodotti creativi come la Colomba al Balsamico con copertura di cioccolato fondente. Il cuore dell’arte è nella batteria di botti di legni diversi: rovere, castagno, ciliegio, gelso. Ogni legno regala una sfumatura diversa, come strumenti che si alternano in un quartetto da camera. Il mosto d’uva cotto invecchia per anni, talvolta decenni, concentrandosi fino a diventare denso come velluto liquido.

Pasta, Riso, Grani e Prodotti da Forno

Per noi amanti dei primi piatti, il Taste 2026 è un paradiso. La Pasta Filotea, piccola realtà artigianale marchigiana, nasce negli anni Duemila dall’idea di riportare in tavola la pasta “di una volta”, fatta con uova fresche, semola di grano duro e farine scelte, e lavorata con metodi artigianali come trafilatura al bronzo e lenta essiccazione a basse temperature. La produzione conserva quella porosità ideale per far “aggrappare” i sughi e valorizza ogni condimento. Il gusto autentico si accompagna con un tocco di design. Imperdibili le loro celebri matassine all’uovo e formati speciali come i Paccheri e la Calamarata, realizzati con un’artigianalità che richiama i sapori di una volta. Ma molto apprezzata è anche la lasagna e… mio figlio Gabriele ogni anno vuole tornare da Francesco e Michele per la loro accoglienza (nello specifico la lasagna!). Ma Filotea non è solo produzione di pasta da scaffale. A Ancona esiste il “Filotea Pasta Experience Store”, uno spazio dove acquistare e degustare piatti di pasta appena conditi, con possibilità di abbinare sughi artigianali preparati in loco. Questo concetto di bottega-ristorante è parte della filosofia di diffusione del vero sapore italiano… se vi trovate a passare dalle loro parti, approfittatene per fare un’esperienza di gusto!

Formati di Pasta Filotea

Da segnalare Riso Dama, progetto piemontese di nicchia nato dalla passione di due coniugi, Davide e Martina Lippiello, che hanno deciso di mettere insieme le loro competenze nel mondo del riso per creare un prodotto di alta qualità, semplice e naturale. Il nome Dama nasce proprio dall’unione delle iniziali dei loro nomi, e riflette l’idea di un riso elegante nella sua autenticità. Questo produttore di Vercelli merita una menzione per la qualità del suo riso: l’azienda segue scrupolosamente ogni fase della filiera, dalla scelta dei semi e degli agricoltori partner alla lavorazione in riseria, con un’attenzione particolare al rispetto per la terra e per la materia prima. Il loro Carnaroli non è raffinato nel senso convenzionale ma “delicatamente pilato” per mantenere la gemma e le proprietà nutrizionali. Propongono anche l’Apollo, un riso allungato aromatico definito il “Basmati italiano”, naturalmente privo di glutine e molto profumato, perfetto per insalate di riso o accompagnamenti leggeri. Affascinanti i loro barattoli di vetro con gli ingredienti a strati: risi e bisi, fantasia apollo e lenticchie, porridge di riso cacao e datteri, mango sticky rice, primavera nel piatto, ecc.

Come non nominare il Testarolo della Lunigiana, una prelibatezza antica che ogni foodblogger dovrebbe avere in dispensa. Questo espositore ha portato a Firenze uno dei piatti più antichi e iconici della Lunigiana, mantenendo viva una tradizione che rischia spesso di essere banalizzata dalle versioni industriali. La loro presenza a Taste 2026 è stata degna di nota per la fedeltà alla tradizione (i testi). Il Testarolo si distingue per l’uso dei testi di ghisa, gli strumenti fondamentali per la cottura di questa “pasta” primordiale composta solo da acqua, farina e sale. A differenza della produzione su larga scala, il loro metodo preserva quella porosità caratteristica che permette al testarolo di assorbire il condimento in modo unico. Da ricordare che il testarolo non va “bollito” come una pasta normale, ma “rinvenuto” in acqua bollente per circa 2-3 minuti a fuoco spento.

Il Testo e il Testarolo

I croccantissimi Bibanesi, quei grissini stirati a mano che uno tira l’altro. Oltre ai classici “Originali”, la vetrina di quest’anno ha dato spazio a varianti pensate per i nuovi trend di consumo: Farro e Quinoa, una linea ad alto contenuto di fibre, molto apprezzata per il profilo nutrizionale moderno, Tipo 1 e Mais, bibanesi realizzati con farina meno raffinata e fiocchi di mais per una croccantezza extra. Coerentemente con il tema di Taste 2026, “True Food”, i Bibanesi hanno spinto sulla trasparenza della filiera: l’uso esclusivo di olio extra vergine di oliva di qualità, senza grassi idrogenati o conservanti, la lunga lievitazione di oltre 22 ore per garantire digeribilità e fragranza, la stiratura a mano, dettaglio che rende ogni pezzo unico, distinguendoli dai grissini industriali standard.

Il Mare in Tavola: Colatura e Conserve

Uno dei momenti più intensi è stato l’assaggio dei filetti di alici sott’olio di Acquapazza Gourmet. Conoscevo già la loro colatura di alici, prodotta a Cetara con una stagionatura rigorosa di 18 mesi nei “terzigni”, le piccole botti di legno; ogni goccia racchiude il sapore autentico del mare. Interessante anche l’nnovazione nel packaging: oltre alle classiche bottigliette da 50ml a 500ml, viene proposta la pratica bottiglietta spray da 50ml e 100ml, perfetta per dosare il sapore sui piatti finiti. Acqua Pazza non è però solo colatura… i filetti di alici in olio sono una vera chicca per antipasti gourmet, ma ci sono anche le alici sotto sale (anche in grandi botti di legno da 7-13 kg) e il pesto caterese che include colatura, mandorle e pinoli. Il tonno sott’olio è stato molto gradito a mio figlio. Ma la cosa che vorrei sottolineare ogni cosa è stata la loro grande accoglienza e cordialità.

Rimanendo sul pesce, apprezzo sempre le trote affumicate di Friultrota. La Regina di San Daniele è il prodotto iconico di Friultrota: si tratta di una trota salmonata che viene affumicata a freddo; a differenza del salmone, ha carni molto più magre e un sapore delicato ma persistente. Il segreto sta nel metodo: l’affumicatura artigianale. Viene utilizzata una miscela di legni pregiati, bacche ed erbe aromatiche che conferisce al pesce un profumo unico senza sovrastarne il gusto naturale. Da sottolineare la lavorazione manuale: ogni filetto viene lavorato a mano, dalla salatura a secco fino alla rifilatura, garantendo uno standard qualitativo altissimo che si sposa perfettamente con la filosofia del Taste di valorizzare il “saper fare” italiano. Se vi piace il salmone affumicato, soon certa che la loro trota affumicata vi farà impazzire!

La regina di San Daniele, la trota affumicata di Friultrota

Sempe intriganti da vedere sono le Uova di Trota salmonata di Trota Oro: sono spesso definite come il “caviale di montagna” costituiscono un vero e proprio guizzo di sapore. Sono caratterizzate da una consistenza soda che “esplode” in bocca, rilasciando un sapore fresco e delicatamente salino. Dal sapore intenso e marcato di pesce le uova di trota si accompagnano bene con del burro di montagna: sono indicate per la decorazione di piatti di pesce, la preparazione di crostini e tartine o il condimento di primi piatti.

Sempre per gli appassionati del mare in tavola, le conserve siciliane di Campisi, un nome che profuma di mare, di sale e di una tradizione che affonda le radici nel 1854 a Marzamemi, uno dei borghi marinari più suggestivi d’Italia. Campisi non è solo un brand, è la storia di una famiglia che ha saputo trasformare l’antico rito della lavorazione del pesce in un’arte conosciuta in tutto il mondo. Tra i loro prodotti più rinomati ci sono tonno, ventresca, bottarga di tonno rosso, acciughe, alici, pesti, patè e sugo di ciliegino pachino IGP.

Interessanti anche le proposte sostenibili di Ecopesce, con sede a Cesenatico. Esempio virtuoso di come la filiera ittica possa evolversi verso un modello di Economia Civile, la loro missione non è solo vendere pesce, ma proteggere l’ecosistema marino e valorizzare il lavoro dei pescatori locali. Una delle azioni più concrete di Ecopesce è il recupero del cosiddetto pesce povero o “dimenticato” (come cefali, pagelli, triglie o leccia), riducendo gli sprechi e tutelando la buodiversità.

Salumi, Formaggi e Specialità Gastronomiche

Non si può dire di aver visitato il Taste senza passare da:

Mortadella Palmieri Favola è la prima mortadella al mondo insaccata e cotta direttamente nella cotenna naturale dell’animale, non in un budello sintetico o naturale sottile. Cotta in forni di pietra, con una distribuzione del calore estremamente dolce, che preserva i profumi della carne (carni italiane pregiate e sale dolce di Cervia) e delle spezie, spirgiona un profumo e una delicatezza unici. L’edizione di quest’anno è stata particolarmente significativa per l’azienda di San Prospero (Modena), poiché ha segnato un importante anniversario e il consolidamento di premi prestigiosi. In occasione della fiera è stato presentato il libro “Una Favola di Mortadella”, edito da Gruppo Editoriale e scritto dal “gastronauta” Davide Paolini. Il volume celebra i 30 anni di questo prodotto rivoluzionario (nato nel 1996) e racconta l’evoluzione della famiglia Palmieri. Inoltre proprio a ridosso dell’evento, la Favola Gran Riserva è stata riconfermata come “Migliore Salume d’Italia” (ottenendo i “Cinque Spilli” della Guida Salumi d’Italia 2026) e inserita per il terzo anno consecutivo nella guida Top Italian Food di Gambero Rosso.

Formaggi Occelli: già celebri per gli affinati in foglie di castagno o al barolo. Quest’anno Beppino Occelli ha presentato l’Occelli al Caffè, una toma stagionata su assi di legno nelle storiche cantine di Valcasotto, interamente rivestita di polvere di caffè. Il risultato è un formaggio dal carattere deciso e raffinato, dove l’aroma tostato del caffè si sposa con la dolcezza del latte. Ma la novità più scenografica è stata l’Aggrappato, un formaggio avvolto in raspi d’uva e frutta macerata in grappa di Moscato, con l’aggiunta di bacche di pepe rosa. La presentazione estetica è stata paragonata a una “tela dipinta”. Peccato solo che Beppino Occelli non partecipi più alle fiere come un tempo, mi piaceva vederlo efare 4 chiacchiere com

Bonverre: un progetto affascinante, che ho adorato, adoro e adorerò sempre perché mette “in vetro” ricette autentiche di grandi chef. Negli anni il brand, nato per “mettere in barattolo” l’autentica cucina italiana, ha consolidato la sua missione: trasformare ricette regionali complesse o dalle lunghe ore di preparazione (es. il lampredotto o la genovese) in prodotti pronti all’uso, senza scendere a compromessi sulla qualità. Le liste degli ingredienti sono cortissime e totalmente prive di conservanti; i prodotti fruibili ovunque con una shelf life di 24 mesi a temperatura ambiente. Tra i prodotti imperdibili figurano il Ragù di Selvaggina, Il Nero di Vittorio, il Mr. Brodetto e la particolare Toscana dei Tonni, pronti per portare l’alta cucina a casa nostra. Tra i prodotti simbolo visti in fiera: San Bajon, lo zabaione al Marsala Vintage Superiore reinterpretato dal maestro gelatiere Alberto Marchetti, il Brandacujun, ricetta ligure a base di stoccafisso e patate, narrata dalla chef Marzia Ceresoli, il lampredotto inzimino, un omaggio a Firenze, firmato dallo chef Paolo Gori della storica Trattoria Da Burde, Oltre alla Bolognese, il ragù interpretato dallo chef Daniele Bendanti (Oltre, Bologna) e Vesuviano, una delle novità più recenti, una salsa campana che celebra i profumi del Mediterraneo.

Izzica: progetto gastronomico che nasce in Puglia, precisamente a Grottaglie (TA), dall’esperienza e dalla visione dello chef Antonio Turrisi. Il nome stesso, Izzica, in dialetto grottagliese esprime una sensazione di stupore e meraviglia, la stessa che l’azienda punta a far provare all’apertura di ogni vasetto. La Filosofia è quella della “Cucina in Conserva” (giardiniera, carciofi, puntarelle, lampascioni, rape, ecc).

Giardiniera Izzica

Dolcezze e Fine Pasto: Un Trionfo di Zucchero

Anche il reparto dolci è da perdere la testa:

Il Biscottificio Mattei di Prato, è lo storico custode dei famosi “Cantucci” di Prato (o meglio, dei Biscotti di Prato) nei loro iconici sacchetti blu legati a mano con lo spego. Eccellenza da 168 anni, durante i giorni di Taste, il biscottificio ha promosso un tour sensoriale che collegava la visita al loro storico laboratorio di via Ricasoli (dove ancora oggi si rompono a mano 1.200 uova al giorno) con il Museo del Tessuto di Prato. Ho partecipato ad una visita qualche anno fa, un’esperienza straordinaria che consiglio davvero a tutti!

Biscottificio Vannino di Calenzano, storica realtà di Calenzano, fondata nel 1932 da Mario Vannini (detto appunto “Vannino”), rappresenta oggi l’eccellenza dell’artigianalità toscana giunta alla quarta generazione. Irene e i suoi genitori Barbara e Marcello ti accolgono sempre con un sorriso, pronti a raccontare e a far assaggiare le ultime novità. In linea con il tema di quest’anno, “True Food”, il biscottificio ha puntato sulla trasparenza della filiera, utilizzando farine toscane macinate a pietra e ingredienti a km zero. Il marchio è diventato un punto di riferimento per chi cerca il “cibo vero” in un mix perfetto tra innovazione per la loro spiccata attitudine a trasformare il biscotto da semplice prodotto da colazione a elemento gourmet per la ristorazione e l’hotellerie e metodo, con lavorazione interamente manuale, dove “le mani miscelano gli ingredienti per dare forma alle passioni”. Accanto ai biscotti zodiacali (tema taste dello scorso anno) e a quelli motivazionali, ricercati Flowers (biscotti che evocano viaggi con ingredienti come lavanda della Provenza o zenzero indiano), hanno presentato le loro interpretazioni di Panforti e Ricciarelli. Ma non manca la linea salata per l’ora dell’aperitivo. A Taste hanno riproposto i loro iconici crackers fatti a mano con olio extravergine d’oliva e i biscotti salati che giocano con sapori locali (come il formaggio del Mugello) e spezie orientali.

La Molina si è confermata come una delle realtà di punta nel panorama del cioccolato artigianale toscano. L’azienda di Quarrata ha portato avanti il tema dell’edizione 2026, “True Food”, puntando sulla “pulizia” degli ingredienti e sul loro iconico packaging ricercato, che trasforma ogni tavoletta in un oggetto di design. La Molina è celebre per i suoi Fogli, lastre di cioccolato sottilissime che offrono una “rottura” croccante unica, per il Cremino, spesso presentato in scatole che richiamano lo stile geometrico di Mondrian e l’uovo ripieno. Il pezzo forte di quest’anno è stata la Colomba Sacher, creata in collaborazione con la celebre pastry chef Loretta Fanella. Rappresenta l’unione tra la maestria nella lavorazione del cioccolato di La Molina e l’estro creativo della Fanella, già presentata in anteprima durante gli eventi Fuori di Taste. e unisce la struttura soffice del grande lievitato pasquale ai sapori dell’iconica torta viennese (cioccolato fondente e albicocca).

Torta Pistocchi: i fratelli Claudio e Claudia Pistocchi accolgono i visitatori per i classici assaggi “a spicchio”. Oltre alla versione classica (quella senza farina, burro o uova, composta solo da cioccolati fondenti monorigine e cacao amaro), l’azienda continua a puntare sulla ricerca di equilibri aromatici complessi. Il tema di quest’anno a Taste è il “True Food”, e la Torta Pistocchi ne è l’emblema perfetto, grazie a una lista ingredienti cortissima e di altissima qualità. La Torta Pistocchi non è solo un dolce, ma un prodotto che sfida il tempo: grazie al confezionamento sottovuoto, mantiene la sua cremosità per mesi senza l’uso di conservanti.

Sciara Pistacchio, azienda artigianale di Bronte, è un must per chi, come me, non sa resistere all’oro verde di Bronte. In linea con il tema dell’edizione 2026, “True Food”, Sciara ha puntato tutto sulla purezza della materia prima e sulla trasparenza della filiera, trasformando il pistacchio in un’esperienza culturale oltre che gastronomica. Tra i prodotti: la Linea “Pura”, la celebre crema 100% pistacchio senza zucchero, molto apprezzata dai puristi e dai professionisti, la crema di Pistacchio al 60% (“La Intensa”, punta di diamante per chi cerca un equilibrio perfetto tra dolcezza e intensità del frutto, pesto di pistacchio in olio extravergine d’oliva, classico intramontabile, disponibile anche in varianti gourmet (come quella con tartufo o funghi porcini), basi per gelato e sulla pasta al pistacchio, in modo da portare l’oro verde siciliano in ogni portata, dal salato al dolce.

Babbi: con i suoi intramontabili waferini e specialità dolciarie. L’azienda di Cesena, fedele al suo stile raffinato, ha trasformato lo stand in un vero e proprio percorso sensoriale tra wafer e creme. Oltre ai classici intramontabili, Babbi ha approfittato della vetrina fiorentina per lanciare alcune chicche: il Waferone Tiramisù, uno snack che unisce la leggerezza del wafer Babbi al gusto del dolce italiano per eccellenza, avvolto da cioccolato fondente, la Viennese Nocciola (Easter Edition), una variante del celebre Viennese con un cuore di crema alla nocciola racchiuso in un guscio di cioccolato bianco, la Linea “Golosa Kataif”, le nuove creme spalmabili (Pistacchio e Caramello Salato) arricchite con fili croccanti di pasta kataifi, seguendo il trend del “croccante estremo” molto in voga quest’anno.

Cialde Bargilli di Montecatini: le Cialde di Montecatini non sono semplici biscotti, ma un prodotto storico (nato nel 1936) che segue una ricetta familiare rigorosa: due sfoglie sottili e croccanti (fatte di farina, latte e uova) che racchiudono un cuore di mandorle pugliesi tritate e zucchero. Non contengono burro, olio o conservanti, il che le rende incredibilmente leggere e friabili. Sono perfette con il gelato, con il Vin Santo o semplicemente con il tè del pomeriggio.sottili e fragranti.

Cosa Bere?

Tra un assaggio e l’altro, imossibile non rinfrescarsi con la purezza di Fonte Plose, un’acqua leggera e fonte di benessere, partner ufficiale dell’evento ormai da 12 anni. La scelta di questa sorgente non è casuale. Acqua Plose è considerata una delle acque più pure al mondo grazie a parametri chimico-fisici unici, che la rendono ideale per chi degusta cibi complessi. Fondata negli anni ’50 da Giuseppe Fellin, l’azienda mantiene una filosofia rigorosa: la sorgente si trova in alta quota, infatti sgorga a 1.870 metri sul Monte Plose, nelle Dolomiti (Alto Adige). Da sempre, Fonte Plose imbottiglia esclusivamente in vetro (sia a perdere che a rendere), per preservare la purezza dell’acqua ed evitare la contaminazione da microplastiche. Infine è caratterizzata da Energia Green: lo stabilimento di Bressanone utilizza infatti energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili.

Per gli amanti del calore, La Via del Thè ha presentato miscele profumatissime, il design dello stand ha richiamato l’estetica delle loro storiche sale da tè, unendo l’eleganza fiorentina al minimalismo orientale. Se ti trovi a Firenze e vuoi vivere l’esperienza oltre la fiera, ti ricordo che l’azienda vanta tre “salotti” storici dove la cultura del tè viene celebrata ogni giorno: Via del Corso, a pochi passi dal Duomo, Piazza Ghiberti, accanto al mercato di Sant’Ambrogio e via di Santo Spirito, il primo e storico negozio nel cuore dell’Oltrarno.

Per gli amanti del mondo degli spirits, i lliquorificio Morelli, storica eccellenza toscana attiva dal 1911, ha portato alla Fortezza da Basso prodotti che uniscono la tradizione liquoristica alla valorizzazione delle materie prime locali. La vera sorpresa di quest’anno è stata l’introduzione di liquori nati per esaltare le eccellenze del territorio toscano, utilizzati anche in abbinamento a prodotti da forno quali il Liquore al Pinolo del Parco di San Rossore, ottenuto dall’infusione dei celebri pinoli pisani. Non è un semplice aroma: i pinoli vengono sminuzzati e infusi per una settimana, creando un liquore dal colore bianco opalescente e dal gusto balsamico e resinoso. Altra novità illiquore al Pistacchio di Toscana, una versione locale di un classico della liquoristica, che punta tutto sull’intensità aromatica della materia prima regionale. Questi nuovi liquori sono stati presentati “in azione” all’interno dei nuovi Panettoni Morelli (al Pinolo e al Pistacchio), dimostrando la versatilità degli spirits anche nell’alta pasticceria.

Cosa leggere?

Mi ha molto colpito lo spazio curato da Guido Tommasi Editore, che ad ogni edizione di Taste trasforma il suo bookshop in un’installazione tematica di grande impatto. Per Taste 2026, il tema scelto dalla casa editrice è stato proprio Underground, ispirato al loro libro omonimo realizzato dal Contorno Food Collective. la libreria ha scelto di guardare letteralmente sotto terra. L’idea era quella di celebrare tutto ciò che cresce nel buio, lontano dalla luce del sole, ma che è fondamentale per la nostra alimentazione e per l’ecosistema. L’Allestimento era fatto di Radici, Tuberi e Rizomi quindi non una semplice esposizione di libri, ma un’esperienza immersiva! Il libro “Underground” riporta l’attenzione su come questi “abitanti del buio” siano sani, versatili e incredibilmente resilienti. L’allestimento richiamava i colori della terra, dell’umidità e della vita ipogea con i riflettori puntatu su questi protagonisti vegetali spesso considerati “umili” o difficili da trattare: barbabietole, carote, topinambur, zenzero, curcuma, ma anche radici meno note.

Taste 2026 si conferma un viaggio sensoriale unico. Spero che questa carrellata vi sia stata utile per scoprire nuovi produttori d’eccellenza da inserire nelle vostre ricette!

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