Erbacce benefiche ed erbe spontanee

Nel mondo frenetico e urbanizzato in cui viviamo, spesso diamo per scontato il valore delle piante che crescono spontaneamente nei nostri giardini, nei campi, lungo le strade e nei parchi. Considerate a lungo come semplici “erbacce”, queste piante selvatiche, conosciute anche come erbe spontanee, nascondono un tesoro di benefiche proprietà, sia culinarie che terapeutiche, che meritano di essere scoperte e apprezzate.

Questo articolo ci condurrà in un viaggio attraverso il mondo delle erbacce benefiche, esplorando le loro radici storiche, le molteplici utilità che offrono, e come possiamo integrarle nella nostra vita quotidiana per migliorare la nostra salute e il nostro benessere. Scopriremo anche come queste piante spontanee possano essere una risorsa preziosa per la sostenibilità ambientale, contribuendo a ridurre l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. Prepariamoci a immergerci nel mondo affascinante e spesso trascurato delle erbacce benefiche e a scoprire come possiamo imparare a vedere la Natura come la più grande dispensatrice di tesori nascosti.

L’inizio della primavera è ormai alle porte, le giornate si allungano, i primi tepori si sentono nell’aria e la ripresa vegetativa di erbe, alberi da frutta e arbusti dona splendide fioriture riempiendo il nostro territorio di colori, aromi e profumi caratteristici di questa stagione così viva e mite. Leggi anche l’articolo su l’acetosa o erba brusca.

Per questo motivo per chi ama fare lunghe passeggiate per campi in fiore, stare a contatto con la natura, riscoprire antiche erbe spesso dimenticate o addirittura ignote, può capitare di imbattersi in molte erbe spontanee commestibili

La raccolta di tali erbe è senz’altro un’esperienza interessante, utile e a “costo zero”: infatti è sufficiente “armarsi” di un paio di forbici, un sacchettino di stoffa o un cestino e infine una buona guida tascabile che ci aiuti nel riconoscimento botanico delle svariate erbe in cui ci possiamo imbattere.
È importante però tener ben presente che molte erbe, in particolare quelle appartenenti alle stesse specie / famiglie, sono molto simili e non immediatamente riconoscibili e distinguibili. In tal caso è sempre valida la regola “se si hanno dubbi meglio non raccogliere”.

erbacce benefiche e erbe spontanee

Erbe benefiche che si possono integrare nelle nostre diete

Ci sono molte erbe benefiche che possono essere integrate nelle nostre diete per arricchirle di sapore e valore nutrizionale. Ecco alcune erbe spontanee e piante che sono conosciute per le loro proprietà benefiche e che possono essere utilizzate in cucina:

  1. Ortica: Ricca di vitamine e minerali, l’ortica può essere utilizzata per preparare tisane, pesti, o come ingrediente in zuppe e piatti a base di verdure.
  2. Tarassaco: Le foglie e i fiori del tarassaco sono commestibili e possono essere aggiunti alle insalate o cotti come verdura.
  3. Piantaggine: Questa erba ha foglie commestibili che possono essere utilizzate in insalate o come impacco per le ferite grazie alle sue proprietà lenitive.
  4. Camomilla selvatica: Le infiorescenze di camomilla selvatica possono essere essiccate e utilizzate per preparare una tisana rilassante.
  5. Melissa: Anche conosciuta come erba citronella, le foglie di melissa sono utilizzate per preparare tisane aromatiche e per condire piatti a base di pesce o pollame.
  6. Menta selvatica: Le foglie di menta selvatica possono essere utilizzate per preparare tè rinfrescanti o aggiunte a insalate e piatti a base di carne.
  7. Lampascioni: Questi piccoli tuberi sono simili alle cipolle e possono essere cucinati in vari modi, tra cui in padella o in insalate.
  8. Finocchio selvatico: Le foglie e i semi di finocchio selvatico hanno un sapore simile al finocchio coltivato e possono essere utilizzati in cucina.
  9. Rucola selvatica: Questa varietà di rucola ha foglie più piccole e un sapore più intenso rispetto a quella coltivata e può essere usata per insaporire insalate.
  10. Salvia selvatica: Le foglie di salvia selvatica possono essere utilizzate come aromatizzante in cucina, aggiunte a piatti a base di carne o utilizzate per preparare tè.

Le piante spontanee possono ridurre l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici

Le piante spontanee possono contribuire a ridurre l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici in vari modi, rendendo questo approccio agricolo più sostenibile ed ecologico. Ecco alcune ragioni per cui le piante spontanee possono svolgere un ruolo importante in questo contesto:

  1. Copertura del suolo: Molte piante spontanee, come l’ortica, il tarassaco e la piantaggine, hanno radici profonde che aiutano a fissare il terreno, impedendo l’erosione del suolo. Questo evita la perdita di nutrienti e previene la necessità di fertilizzanti per rimpiazzare ciò che è stato perso.
  2. Biodiversità: La presenza di piante spontanee nei terreni agricoli promuove la biodiversità. Queste piante forniscono habitat per insetti utili, come le api e i predatori naturali delle piante infestanti, riducendo la necessità di pesticidi per il controllo dei parassiti.
  3. Azoto atmosferico: Alcune piante spontanee, come i legumi selvatici, sono in grado di fissare l’azoto atmosferico nel terreno grazie a una simbiosi con batteri specializzati nelle loro radici. Questo azoto può essere utilizzato dalle colture circostanti, riducendo la necessità di fertilizzanti azotati.
  4. Compagnia vegetale: Le piante spontanee possono essere utilizzate come compagni vegetali per le colture principali. Ad esempio, il finocchio selvatico può essere coltivato vicino alle colture di pomodori per respingere gli insetti dannosi.
  5. Nutrienti naturali: Molte piante selvatiche sono ricche di nutrienti. Quando vengono integrate nella dieta umana o utilizzate come concime verde, possono contribuire a fornire nutrienti al suolo in modo naturale.
  6. Resistenza alle piante infestanti: Le piante spontanee possono competere con le piante infestanti per l’acqua, la luce solare e i nutrienti. Quando crescono vigorosamente, riducono la presenza di piante infestanti, diminuendo così la necessità di pesticidi.
  7. Miglioramento del terreno: Alcune piante spontanee, come il luppolo selvatico, hanno radici profonde che possono migliorare la struttura del terreno, consentendo alle colture principali di crescere meglio senza l’uso eccessivo di fertilizzanti.

In sintesi, le piante spontanee possono svolgere un ruolo cruciale nella promozione di pratiche agricole sostenibili riducendo la dipendenza da pesticidi e fertilizzanti chimici. L’approccio integrato di utilizzare piante spontanee in combinazione con le colture principali, noto come agricoltura sinergica, può portare a terreni agricoli più sani, meno impatto ambientale e prodotti alimentari più nutrienti.

La raccolta delle erbe spontanee ci consente di apprezzare meglio il valore della natura stando direttamente a contatto con essa apprezzandone tutte le sue manifestazioni, (colori, forme, odori, erbe, alberi, etc.) e riportandoci indietro nel tempo all’epoca dei nostri antenati, quando cioè, si raccoglievano i prodotti che il territorio offriva senza le colture specializzate e le monocolture.

Tutto ciò permette di preservare la biodiversità, molto importante per ogni specie presente sul pianeta e di apprezzare meglio il nostro territorio nei suoi molteplici aspetti (ambientale, paesaggistico, storico, culturale).
Articolo della Dott.ssa Maria Chiara Leccisotti di Cottomangiatosano.it

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