Ricetta Spaghetti al sugo di gallinella (di mare)
Pubblicata 04/10/2009 Scritto da in Primi a base di pesceCondividi
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Questa ricetta l’ho rifatta pensando a mio zio Andrea che una volta al mare, con una gallinella (detta anche mazzola) freschissima, me ne fece un piatto davvero strepitoso!!! La freschezza della gallinella stavolta non era all’altezza (e poi avevo comprato la gallinella già sfilettata per far prima quindi non ho potuto utilizzare gli scarti per fare il brodetto!!) ma la pasta era comunque buonissima!
Ingredienti per 3 persone:
- 300 gr di spaghetti
- 4/5 filetti di gallinella di mare
- vino bianco
-un po’ di passata di pomodoro
- 3/4 pomodorini
- 1 aglio
- peperoncino
- prezzemolo
- sale
Preparazione:
Prendete la gallinella, pulitela e sfilettatela
Dopo averli lavati bene, tagliate i filetti a pezzetti
Nel frattempo mettete a soffriggere l’aglio ed il prezzemolo tritato in una padella con un po’ di olio e un po’ di peperoncino

Quindi aggiungete i filetti di gallinella a pezzetti

e fateli cuocere delicatamente un paio di minuti

Aggiungete un po’ di vino bianco

e fatelo evaporare completamente alzando un po’ la fiamma

A questo punto mettete da parte in un piattino i filetti di gallinella

Nella padella dove avete fatto cuocere la gallinella, aggiungete il pomodoro passato

e fatelo cuocere per una decina di minuti

Quando è quasi cotto regolate di sale e mescolate

Tagliate adesso i pomodorini a pezzetti su un tagliere

e buttateli in padella con il pomodoro

fate cuocere qualche altro minuto in modo da far ammorbidire i pomodorini a pezzetti

Quindi aggiungete la gallinella a pezzetti precedentemente cotta

Mescolate e fate insaporire

Nel frattempo cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente e saltateli in padella con il sugo di gallinella

Impiattare e servire cospargendo con prezzemolo tritato

Buon appetito!


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invio in corso...
8 febbraio 2010 12:07
Troppi passaggi. io avrei fatto così : ok sfilettare e dadolare i filetti.ok preparare un brodetto con lisca e testa ma al posto della passata di pomodoro con aggiunta di pomodiri spezzettati io avrei,dopo aver riscaldato la padella e fatto imbiondire l’aglio in camicia et prezzemolo con l’olio, avrei dadolato i pomodorini del pendolo facendoli insaporire per circa 4 minuti versando il brodetto o il vino bianco dopo evaporato calare la dadolata di pesce coperchiare per due/quatto minuti (nel frattempo, cotta la pasta) calarla al dente nel composto di cui sopra e spadellare. Con questo sistema i sapori e la freschezza del piatto vengono esaltati e non pieni di salsa rossa.Per un tocco in più ingentilire il piatta con piccola dadolata di buccia di limone verde non trattato. Provate.
8 febbraio 2010 12:22
Ciao Giuseppe… grazie per il consiglio.. proverò sicuramente la tua buonissima variante!
Come avevo già scritto all’inizio della ricetta però avendo comprato la gallinella già sflettata non avevo nè lisca nè testa per poter fare il brodetto…
E poi, come dice il nome della ricetta (sugo di gallinella di mare) ero partita per farla molto rossa perchè la volevo rossa, volevo rifare la ricetta di mio zio (che purtroppo non c’è più) che mi era piaciuta molto all’epoca…
Poi per il resto sono d’accordo con te che troppo pomodoro nel pesce copre il sapore del pesce… ma di questa pasta alla gallinella, così come negli spaghetti del frate (con la trota), ricordo un pomodoro molto saporito e delicato proprio per la cottura insieme al pesce… insomma, per me un sapore davvero delizioso!!
Alla fine… quella che proponi tu mi sembra un’altra ricetta, non una variante della mia!!!
Ma credo che siano entrambe da assaggiare, non pensi?
Grazie e alla prossima!
10 febbraio 2010 15:48
@ Dany – Ideericette:
Il pomodoro come tu dici può essere il datterino (piccolo e dolce) o l’originale pachino. La cucina è bella perchè è fantasia l’importante che i sapori non si sovrappongono ma questo solo i grandi chef possono quasi permetterselo. Le tue ricette mi piacciono (con qualche piccolo ritocco) Ciao
11 febbraio 2010 02:00
Certo Giuseppe… di molti alimenti ci sono molte varietà (pomodorino, tra l’altro, può essere anche ciliegino o piccadilly)… ma non mi metto a specificare la tipologia per un semplice fatto: la mia cucina non è una cucina raffinata
, non è una cucina da chef di ristorante di lusso
(del resto io non sono chef, nè piccolo nè grande, quindi…) ma una cucina casalinga, da trattoria rustica toscana/napoletana
… a volte cucino con quello che ho in casa.. quindi non rinuncio ad una ricetta, se mi viene in mente, solo perchè non ho il ciliegino o la cipolla ramata… e non voglio che nemmeno gli altri lo facciano… per questo motivo preferisco, in genere, non dare indicazioni troppo precise… lasciando a ciascuno la libertà di personalizzare la ricetta come vuole!!

Ti ringrazio comunque della tua assidua presenza e dei tuoi consigli e commenti.. mi piacciono i fan/visitatori attivi e vitali (nonostante la vena un po’ polemica che ti contraddistingue!)
Un caro saluto e al prossimo commento!
12 febbraio 2010 13:00
A Napoli c’è un proverbio che, in questo caso, ahimè debbo riconoscere…
Mi calza bene:” voc’e e popol’o voc’e e DDio!” Credimi non sono polemico ma seguo il mio pensiero. Chi si avvicina per la prima volta ai fornelli pur seguendo le tue ricette meravigliose perchè pratiche semplici e gustosissime deve sapere (tra virgolette) che acquistando determinati semplici prodotti, può ottenere variazioni di sapori che esaltano il gusto personalizzando l’intingolo. Avendo come riferimento il tuo modus operandi.Ciao e buon fine settimana.
15 febbraio 2010 15:41
Ciao Peppe…
in realtà il nostro pensiero non è così diverso!!
Però, a mio parere, pecchi un po’ di presunzione nel dire:” voc’e e popol’o voc’e e DDio!”…. tu non sei il popolo ma uno dei componenti del popolo e quindi non lo rappresenti… ;-P
Di conseguenza la valenza dei tuoi discorsi è identica a quella di tutti gli altri fan visitatori! Ogni commento o alternativa proposta è valida… ciascuno allo stesso modo!
Il tuo discorso lo assimilo un po’ al detto “Il cliente ha sempre ragione”… questo solo perchè paga… ma nel mio caso mi tiro fuori… qui nessuno paga nulla… siamo tutti alla pari (a parte se commenta uno chef e allora taccio)… quindi tu esponi la tua idea, io la mia… non ho la presunzione di dire che la mia versione sia meglio della tua, accetto ogni commento e variante proposta.. anzi, mi fa piacere che ciascuno dica come migliorare ed esaltare il sapore della ricetta!
Accetto le critiche, purchè costruttive e non sterili… a me però in questo braccio di ferro tra me e te viene in mente un altro detto….
‘A femmena è comme ‘a campana, si nun ‘a scutulìa nun sona’
16 febbraio 2010 11:47
Hai frainteso il detto di cui sopra. La mia non è presunzione non sono il soggetto. Seguo solo il mio pensiero nel bene e nel male (riconoscendo la mia vena polemica e mi complimento con tè che l’hai capito) accettando di buon grado i consigli. Non ritengo di avere sempre ragione sarebbe un grave errore… e tra l’altro le mie non sono critiche ma solo qualche consiglio per qualche fan/visitatore che vuole provare una variazione sul tema. Sarebbe bello intavolare qualche forum. Per me a’femmena è comm’a na goccia e rugiada brillantata n’coppa’na fronn’e rose int’a schiuppat. Ciao Dany è stato bello leggerti.
19 febbraio 2010 00:38
@ Giuseppe: Ciao Peppe… forse ho frainteso ma… io credo di aver solo ironizzato una delle possibili interpretazioni… come dimostra la faccina con la linguaccia…
Devo confessarti che all’inizio la tua vena polemica mi ha un po’ infastidito… poi ho pensato che forse quella era la chiave per entrare in contatto con te in modo costruttivo… quindi prima la vena polemica in chiave ironica e poi la tua napoletanità (da cui i proverbi, anche se io sono molto toscana e poco napoletana).
Detto ciò… accetto i tuoi consigli… l’unica differenza tra noi è che, per mia indole, preferisco modi più dolci e concilianti di rapportarsi alle persone!
Infine, dopo la premessa… devo ammettere che mi hai messo un po’ in difficoltà visto che la parte finale del detto non la capisco… puoi essere così cortese da spiegarmela? Nemmeno mia madre è riuscita ad interpretarmela!!!
22 febbraio 2010 13:12
Non è un detto, m’è venuto spontaneo e l’ho scritto: afemmena -la donna – è come una goccia di rugiada brillantata – scintillio, eleganza, armonia come il brillante – n’copp’a – sopra adagiata – na fronn’ e rosa – in questo caso -petalo- int’a schiuppat – nel mentre si apre alla vita emanando tutto il suo splendido profumo. Ps. Amo la toscana.
22 febbraio 2010 15:58
Wow.. anche poeta!!! Giuseppe, la prima parte mi era chiara (capisco il napoletano anche se parlo toscano doc!!) e anche al traslato fronte/petalo ci ero arrivata.. ma quello che proprio non capivo era il significato di “int’a schiuppat”.. ho imparato una cosa nuova, grazie!
Bella la tua frase ma.. della donna vecchia che ne facciamo? Gallina vecchia fa buon brodo?
Un saluto dalla toscana, in particolare Firenze in una splendida giornata di sole!
23 febbraio 2010 13:06
La donna “vecchia” è l’essenza della vita. Pure da noi sembra essere ritornato il sole e con esso il risveglio della natura. Grazie allo spaghetto al sugo della gallinella abbiamo avuto un delizioso scambio di idee. Un abbraccio alla tua Firenze (sempre bella). ed alla prossima contestazione sempre in chiave ironica ovviamente.
26 febbraio 2010 10:19
Beh, sulla “donna vecchia” come essenza della vita mi hai fatto venire in mente tante riflessioni sulla vita, la vecchiaia, la morte ma non mi sembra questa la sede per esprimerle
… quindi ti ringrazio per lo spunto di riflessione.
Sì, grazie a questa ricetta ci siamo un po’ aggrediti (nel senso latino del termine adgredior e cioè andare verso qualcuno con lo scopo di…) cioè ci siamo avvicinati con i nostri pregi e difetti al fine di trovare un terreno comune e condiviso per comunicarci qualcosa… direi che ci siamo riusciti!
Un saluto alla bella Napoli (dove ho molti parenti materni) e alla prossima “aggressione”!
2 giugno 2010 06:05
Scusate se mi intrometto ma credo che siate permalosi tutti e due!!! Con me… siamo in tre!! Stefania
2 giugno 2010 10:46
Ehehehehehehe… Stefania, hai ragione… almeno per quanto riguarda me..
Al di là del fatto che, in generale, non sopporto chi scende dal cielo, prende parti a priori pensando che comunque il suo è meglio (perchè per giudicare bisognerebbe provare entrambe le ricette)… con Giuseppe alla fine abbiamo trovato un punto di incontro… almeno fino alla prossima discussione!!!
1 luglio 2010 11:29
Ero in difficoltà…
Grazie per la ricetta buona e semplice.
Ciao
6 luglio 2010 22:10
@ Oriana:
… di niente! Se poi hai la gallinella intera, con la testa e le resti puoi fare un fumetto (brodetto) per insaporire ancora, come consigliato anche da Giuseppe!
7 novembre 2010 18:48
Grazie per il suggerimento. Ho provato la tua ricetta ed anche la variante di Giuseppe. Due valide alternative per un pesce straordinario, sia per il sapore che per il prezzo. Dovremmo sicuramente rivalutare il nostro pescato.
Ti “ruberò” certamente altre ricette.
9 novembre 2010 01:18
@ Pepux: il tuo commento mi piace al 101% e approvo in pieno la tua idea di rivalutare il nostro pescato… ormai che siamo in tema ti consiglio di provare anche le ricette con la trota… Gnocchetti trota e pomodorini e Spaghetti del Frate (con trota) a modo mio!!! Alla prossima!
18 aprile 2011 00:44
Ciao, è da un po’ che ti seguo e devo farti i miei complimenti… mi piacciono molto le tue ricette semplici, ben fatte e di sicuro successo.
Io cerco sempre di capire se c’è una metodologia da seguire che poi posso applicare con lo stesso cibo… un metodo/procedimento per cucinare il pesce o il pollo e così via.
Forse è sbagliato ma mi serve per mettere ordine e capire.
Chiuso il preambolo/presentazione volevo chiederti… ma non posso aggiungere il pomodoro lasciando il pesce in padella? E perchè passato di pomodoro più pomodori a pezzi? Non basta uno o l’ altro? Grazie in anticipo delle risposte e ancora complimenti.
18 aprile 2011 08:24
@ Roberto: grazie per la visita e per i complimenti. Allora, fai benissimo a cercare di voler capire… vediamo se riesco a spiegarmi… il pesce, se lo cuoci troppo, diventa duro e stopposo (in questo il pesce spada è un re!). Per questo motivo, dopo averl fatto cuocere ed insaporire il pesce con aglio e prezzemolo e sfumato con il vino bianco, consiglio di toglierlo e di rimetterlo quando il pomodoro è quasi cotto. Passato più pomodori a pezzi è invece una questione di gusto… puoi usare l’uno o l’altro secondo preferenza e secondo stagione/disponibilità di pomodori freschi maturi! Spero di averti chiarito i dubbi!
18 aprile 2011 19:43
Quindi mi sembra di capire che vale per tutti i pesci. Corretto? Se è così, è tutto chiaro… ancora grazie.
28 luglio 2011 14:35
Sono di origine Napoletana Veneziana.
La Nonna di Venezia ha scritto un libercolo “el graspo de uva” che conservo religiosamente, negli anni ’30 si alzava per cucinare (suo unico e vero hobby) alle ore 5.00 perchè al mercato trovava tutto il trovabile.
Ma quando cucinava non ti potevi avvicinare, ed io negli anni ’58/’60 ero un vero scassa, cosi…
Lei era così…
Ora in tarda età (63 anni) è nata in me la passione della cucina ed ho creato un sito su Fb Cucina Epicurea, dove mi diverto a pubblicare, fotografandole, le mie ricette ed anche le vostre!!!
Credo in questo: la cucina per me è amore… poesia… profumo… piacere… passatempo sanissimo… creatività… sapere accostare gli aromi, ed altro ancora.
Il problema è vedere le “facce” di chi pappa il mio piatto… e da lì comprendo!!!
Vi vorrei tutti con me su Fb, siete le persone giuste ed assolutamente NO polemiche.
Un abbraccio sincero. Claudio.
31 luglio 2011 10:45
@ Roberto: abbiamo già trattato l’argomento con mail private quindi tutto chiarito… ^_^
@ Claudio: ma quanta passione, calore e affetto in questo commento!! Ne sono onorata!!! Sai che io fino a 18 anni non avevo per niente la passione per cucinare?? E’ nata dopo e… fortuna che ho mia mamma da cui imparare, che mi insegna volentieri quando non so che pesci prendere (per rimanere in tema con la ricetta)!!!
Sono passata su Fb dal tuo gruppo… mi auguro vorrai accettare la mia richiesta di iscrizione!!! Ci vediamo presto su Cucina Epicurea!!
19 settembre 2011 13:44
Ieri ho seguito questa ricetta, era perfetta, il piatto mi è venuto buonissimo!!
L’unica variante è stata cuocere la pasta nel brodo di pesce fatto precedentemente con gli scarti della gallinella e poi filtrato, per il resto ho seguito tutto alla lettera!!
Ciao,
Francesco.
30 settembre 2011 12:45
Molto buona
29 ottobre 2011 19:16
Mmmm… cercavo una ricetta per i filetti di gallinella e sono arrivata qua, non l’ho mai cucinata ma per una mia questione di etica sul cibo cerco di comperare solo pesce pescato in mare aperto e non di allevamento per questo motivo oggi ho preso la gallinella… stasera proverò a farla e proverò ad aggiungere anche delle olive nere e capperi (insomma prima assaggio e poi nel caso aggiungo) Cosa mi dici?
Ciao e grazie per la ricetta.
Claudia
29 ottobre 2011 21:48
@ Francesco: Bravo, hai fatto una ricetta perfetta… come dovrebbe essere!
@ Franco Oliva: grazie!
@ Claudia: spero che la cena sia andata bene!!! Credo che assaggiare e aggiustare sia la scelta migliore… e olive nere e capperi (pochi, altrimenti coprono il sapore delicato della gallinella) ce li vedo bene!
5 febbraio 2012 07:50
Devo dire che lo scambio con il “napoletano” mi ha incuriosito al punto che preparerò la gallinella facendo un mix tra voi due… PS. la gallinella era quasi complice di una nuova storia iniziata tra chat e primi piatti