Ricetta gnocco fritto (o crescentina o ficattola)
Scritto da Dany in Antipasti,Fritture,Impasti di baseCondividi
Il nome gnocco fritto (Gnòch frètt) è tipico della provincia di Modena ed indica una pasta a base di farina, strutto, acqua e lievito che viene tagliata a rombi sottili, fritta e accompagnata a salumi e formaggi (ma non solo). E’ un prodotto tipico dell’Emilia ma diffuso anche in altre regioni; il nome subisce variazioni da un’area all’altra (crescentina a Bologna, pasta fritta o torta fritta a Parma, ficattola in Toscana, zonzella a Prato, ecc.) con piccole varianti nella ricetta.
Ingredienti per 2 persone:
- 250 gr di farina
- 1 cucchiaino di strutto
- 1/2 cubetto di lievito di birra
- 1/2 cucchiaino di sale
- acqua gassata q.b.
- olio di semi per friggere
Preparazione:
Mettere in una ciotola (o, se preferite, su un piano di lavoro) gli ingredienti ad eccezione dell’acqua
Versate l’acqua a poco a poco, lavorando l’impasto
Aggiungete acqua quanto basta per ottenere un impasto consistente e lasciatelo poi riposare almeno mezz’ora (meglio sarebbe un paio d’ore) coperto da un canovaccio pulito (meglio se vicino ad una fonte di calore)
A questo punto ponete l’impasto sul piano da lavoro e tiratelo con il matterello (se avete poco spazio suddividete l’mpasto in palline e stendete una pallina per volta) , in modo da ricavare una sfoglia alta 6-8 mm circa.
Da questa pasta ricavate dei rombi di circa 7-10 cm di lato
Nel frattempo mettete a scaldare in una padella larga e bassa l’olio di semi, quando è bollente, fatevi friggere IL gnocco (e non LO GNOCCO). Inoltre friggetene pochi per volta, in modo da non alterare troppo il “bollore” dell’olio.

Quando sono coloriti, scolateli e serviteli in un piatto da portata su carta assorbente cospargendoli con un pizzico di sale (o di zucchero, se li volete mangiare dolci!)
Si accompagna con salumi, formaggi, ricotta, sott’oli… ma anche nutella e marmellate!

Se poi avete del Lambrusco secco di Sorbara… è la sua morte!
Un successo assicurato… sono buonissimi!
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6 marzo 2009 à 00:37
Carissima, su il/lo gnocco è aperta una disputa linguistica di vecchia data… io personalmente mi sento vicino alla cultura nazionalpopolare per cui lo chiamo il gnocco!
Detto ciò, DEVI approfittare di un modenese per una ricetta coi fiocchi (ma meglio aspettare il dopo esame altrimenti ci metto dentro qualche bischerata freudiana)
Baci, Marco
27 gennaio 2010 à 12:56
Ciao cara, io ho aumentato la dose dello strutto fino a 25 gr su 250 di farina; poichè faccio scorta di leccornie a Parma (prosciutto, coppa, culatello, parmigiano – non trovo più il meravigliso salame modenese all’aglio – ecc.) ho un sacco di amici per i quali è un vero piacere cucinare. Ho provato e collaudato ottimamente un sistema per fare scorta: una volta terminato l’impasto (rigorosamente a mano e con olio di gomito, date le quantità….industriali), lo lascio riposare nel frigorifero per un paio d’ore come se dovesse essere utilizzato in giornata. Dopo di che lo stendo e lo divido in rombi di giusto spessore e pongo i rombi a strati e tenendoli separati sui fogli di carta oleata con un po’ di farina. Il tutto in un vassoio e poi in freezer. Cottura: in olio bollente (io preferisco lo strutto) ovviamente senza scongelarli. Dopo sei mesi sembrano appena fatti, gonfiano che è una bellezza. Ho provato a aggiungere un bicchiere di vino bianco e un bicchierino di grappa per renderli croccanti. Il risultato è ottimo MA NON E’ PIU’ IL GNOCCO FRITTO!!!! Vino Ok il Lambrusco secco di Sorbara; va bene anche una Malvasia di Torrechiara e ho trovato ottimo il Bonarda dell’oltrepo pavese anche se “picchia” (13,5)
29 gennaio 2010 à 16:08
@ Fausto: Faustooooo… GRAZIE!!! Un bel commento… importante, irruento, entusiasta… e molto molto utile!!!
Seguirò il tuo consiglio alla prossima occasione e farò scorta dello gnocco da friggere last minute alla prima occasione importante per mangiare e sbronzarmi un po’, con il vino che picchia!!!
Salutissimi e torna a trovarmi con i tuoi consigli!
9 febbraio 2010 à 23:26
Fausto fai benissimo a fare scorta!! Io faccio la pasticcera e ti confermo che per conservare le cose molto a lungo è validissimo il procedimento di bloccare la lievitazione refrigerando l’alimento per poi riusarlo la volta dopo. Il prodotto finito viene ancora più fresco!!!