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La caccia al tesoro

Ho detto l’ultima volta che potevate provare mettere insieme qualche oggetto e scattare. In realtà, ma credo che ormai l’avrete capito, nulla si improvvisa nella fotografia di cibo.

Il “Food” è a tutti gli effetti uno “still life”, cioè una classica fotografia da realizzare in studio, da pensare e creare in ogni dettaglio. Questi dettagli comprendono anche la composizione del set.
Ecco, di fronte al tavolo vuoto io mi sento come lo scrittore di fronte alla pagina bianca del suo nuovo libro. E’ difficile che sappia esattamente cosa fare, cosa mettere qui o lì, cosa usare per lo sfondo e così via. Ovviamente tutto dipende dal tipo di foto che voglio scattare.
Quindi, è ovvio, difficilmente verrà fuori una bella foto semplicemente scattando al piatto che ho davanti. Questo può accadere, certo, ma non è la regola. Se ho cucinato qualcosa che voglio fotografare, devo per prima cosa capire cosa voglio che quel piatto mostri, come voglio che appaia, cosa deve evocare. Ogni immagine è una storia, un’emozione, un ricordo. Se non riesco a raccontarlo, l’immagine non serve a nulla.

Ho cucinato la zuppa che faceva mia nonna? Bene, perché non rappresentarla in una zuppiera “vecchio stile”, magari con accanto oggetti o tessuti che la ricordino, o che le siano appartenuti?
Ho preparato un piatto con un aspetto da alta cucina. Ok, mi voglio montare la testa e lo fotografo su un largo piatto bianco, o su un piano riflettente.
Sono solo esempi, ma quello che vogliono dire è che l’immagine nasce nella nostra testa, nel nostro cuore, nella nostra esperienza e dalla nostra capacità di esprimerci.
La prima cosa a cui pensare è lo sfondo. Lo sfondo comprende una parte piana, su cui saranno appoggiati i nostri soggetti, e la parte dietro. Si potranno avere sfondi continui o sfondi in cui si vede “l’orizzonte”, cioè il punto in cui il dietro e la parte in piano si congiungono. Se questo punto entra nell’immagine è bene fare in modo che la transizione dall’uno all’altro sia ben fatta. In alcuni casi, proprio per non avere la linea dell’orizzonte, si utilizza un unico foglio, o un tessuto che copre il piano e poi risale. Si possono utilizzare a questo scopo sia carte di ogni genere che tessuti. Utilissimi sono la carte bianche e nere e così anche i tessuti bianchi. Il tessuto nero, in particolare, dovrebbe essere molto denso, al fine di rendere molto uniforme lo sfondo, assorbendo più luce possibile. Il migliore a questo scopo è il velluto.
Ma si possono usare sfondi anche di altri generi: specchi, plexiglass, tavole di legno, intrecci di paglia. Il limite è solo la nostra fantasia. Non c’è bisogno di spendere molti soldi per avere validi sfondi: basta, appunto, una caccia al tesoro nella propria casa.

Se lo sfondo sarà costituito da una stoffa (una tovaglia, ad esempio) occorrerà avere qualche accortezza. In primo luogo dovrà risultare perfettamente liscia e senza pieghe. A tal fine andrà stirata… In secondo luogo deve avere un aspetto morbido e soffice. Per questo è bene mettere sotto al tessuto uno strato di quei feltri sottotovaglia che si utilizzano per proteggere i tavoli. Senza il feltro, potrà capitare facilmente che la tovaglia abbia un aspetto piatto e “duro”. Se vogliamo creare interesse, possiamo anche creare delle onde sulla superficie del tessuto, che arricchiranno la texture e daranno movimento alla foto. Occorre guardare nella fotocamera per vedere cosa stiamo inquadrando.

A questo punto, appoggiamo le mani ben pulite sulla stoffa e le avviciniamo leggermente o le ruotiamo, fino a che non si formano delle pieghe leggere. Per mantenerle in posizione possiamo bloccarle con dei pesi che restino fuori dalla inquadratura della macchina. Queste onde di stoffa creeranno movimento, ma anche ombre. Se l’illuminazione è ben fatta il contrasto delle ombre non sarà troppo incisivo, ma creerà interesse nell’osservatore.

Accanto al nostro piatto dovremo mettere degli oggetti: posate, tovaglioli, fiori di campo, piatti, ciotole, bicchieri. Non c’è bisogno di molto. Anzi, spesso molti oggetti confondono quello che è il soggetto principale dell’immagine, ovvero il piatto. Bisogna sempre ricordare che spesso le composizioni più semplici sono anche le più forti, le più immediate.
Al fine di comporre il set, dobbiamo tenere presente anche i colori che utilizzeremo. Ogni colore ha un diverso effetto su chi guarda e crea una diversa atmosfera o una diversa energia dell’immagine.

I colori caldi e vivi, come il rosso, l’arancio e il giallo, creano allegria. Sono colori forti, che attirano lo sguardo.

Il rosso, in tutte le sue tonalità, esprime energia e passione, ma anche pericolo o ricchezza. E’ un colore denso, particolarmente visibile in una immagine: ne basta un piccolo punto perché gli occhi vi si posino.
Il giallo invece è luminoso, trasparente, ovviamente sempre associato al sole e alla luce. Risalta sui fondi scuri, mentre sbiadisce accanto ai colori chiari. La luminosità del giallo non si può spengere: il giallo scuro finisce con l’accostarsi al grigio o a tonalità chiare di marrone.
Il blu è il colore del cielo e del mare. Per questo esprime freschezza. Accanto al rosso, il blu è meno visibile, meno vivace e quindi lo si nota di meno.

Il verde è uno dei colori meglio percepiti dall’occhio umano. Cambia le sue caratteristiche a seconda che tenda al giallo o al blu. E’ il colore principale che si trova in natura e per questo è ricco di associazioni positive (crescita, naturalezza, gioventù…).
Il bianco esprime, ovviamente, purezza, pulizia, semplicità, luminosità.
All’opposto il nero è assenza di luce, ombra, mistero. Accanto ai colori il nero, delimita le forme. Deve essere molto denso e scuro per creare il suo massimo effetto, mentre se viene schiarito, tende immediatamente a perdere le sue caratteristiche per diventare grigio.

I colori devono essere accostati con accortezza per saper creare un’immagine interessante. Accostando colori vicini nella ruota dei colori, si creerà un’immagine armonica, una palette di sfumature rilassante (verde e blu, arancione e giallo). Accostando colori che si trovano opposti nella ruota dei colori, l’effetto sarà di forte contrasto, di energia (arancione e viola, blu e rosso, blu e giallo…).
La ricerca degli oggetti e l’accostamento degli stessi è un lavoro divertente, ma richiede occhio e sensibilità. Non per niente, soprattutto per le foto di cibo, esistono persone specializzate proprio in questa operazione di creazione del set: i food stylist.

Se l’argomento vi interessa, vi consiglio di leggere:
Linda Bellingham, Jean Ann Bybee – Food Styling for photographers, Ed. Focal press
Michael Freeman, Il colore, Ed Logos.

Luisa Puccini

Blogger Sito web: www.vicinoelontano.blogspot.com
Flickr Flickr: http://www.flickr.com/photos/luisapuccini

Indice completo del corso di fotografia in cucina.

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Tag: colori, corso di fotografia, Corso di fotografia in cucina, foto

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4 Commenti

  1. Dany - Ideericette 18 ottobre 2010
  2. M5m 17 ottobre 2010
  3. Luisa 29 luglio 2010
  4. Daniela F. 28 luglio 2010

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