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Fotografare al volo

Ho parlato finora dei punti principali per fotografare il cibo che prepariamo in casa. Che poi non è molto diverso dal fotografare qualunque altro oggetto inanimato.

Ovviamente però, non c’è solo il nostro cibo. C’è anche quello che troviamo fuori, nei ristoranti, nei mercati, per strada. Il bello di questo genere di foto è che non possiamo preparare quasi niente. Quanto la foto fatta in casa deve essere studiata e richiede attenzione ai minimi particolari, tanto la foto fatta in esterno richiede prontezza e occhio.

Dobbiamo essere veloci, perché l’attimo arriva e poi sparisce.

La luce brilla e poi si spegne.

La mano offre e poi si ritrae.

E si potrebbe andare avanti. La foto in esterno è un istinto, una pura e semplice reazione ad uno stimolo. Una reazione che è tanto più semplice quanto più è allenata.

Tutto quello che ho detto finora, vale anche qui, in esterno. Le brutte ombre restano brutte, come le luci bruciate restano fastidiose, come l’errata composizione, rende comunque la foto poco interessante. Solo che ora non possiamo provare e riprovare, se non in rare occasioni. Più spesso la foto o viene bene alla prima o non viene affatto.

E allora prepariamoci un pò.

Quando siamo fuori, è meglio essere pronti che perdere la foto. Quindi, togliete la macchina fotografica dalla custodia. Sembra una cosa scema da dire, eppure… Quante foto avete perso per tirarla fuori, perchè era nella borsa? E già che ci siamo accendetela. Tanto le batterie si scaricano di più ad accendere e spengere che a tenerla sempre accesa. E poi settate gli ISO su auto. Ok, può darsi che questo provochi grana o rumore nelle immagini. Ma è meglio avere delle immagini un pò rumorose che averle mosse e irrecuperabili.

A questo punto mettete su Auto anche il bilanciamento del bianco, a meno che non vi troviate a lungo nelle medesime condizioni di luce.

Il resto dipende molto dal vostro grado di prontezza e dal vostro grado di conoscenza della macchina fotografica. Sì perchè se sapete trovare i comandi anche senza guardare, farete presto a cambiare i tempi o i diaframmi o gli stop in + o in -, ma se invece ancora non avete letto il manuale (e forse avreste dovuto…), mettete su P(program) e andiamo avanti. Ma se avete tempo e non temete di fare figuracce con la vostra famiglia che vi prenderà per matti, impugnate la macchina fotografica, portate l’occhio al mirino e allenatevi a trovare i comandi senza guardare. Se ci riuscite, vuol dire che la conoscete abbastanza e potete fidarvi di voi. In questo caso potrete diminuire al minimo gli automatismi.

Le occasioni da fotografare sono sempre molte. In questo caso, però non siamo soli. Abbiamo intorno molte altre persone, che lavorano, che sono in nostra compagnia, che incontriamo per caso. E la macchina fotografica è invadente. La prima cosa da fare, quindi è… non rompere le scatole! Il che non significa fotografare di nascosto e da lontano, ma la contrario, interagire con la gente, chiedere il permesso di fotografare.

Con la collaborazione e spesso l’aiuto di chi avete accanto, le foto saranno più semplici e soprattutto nessuno vi lancerà dietro i pomodori che volevate fotografare al mercato. Tenete presente poi tre elementi fondamentali: la luce, i colori e la texture del cibo.

La luce magica del mattino o della sera è l’ideale. Cercate di posizionarvi in modo da averla laterale rispetto al vostro soggetto: questo ne esalterà la texture, cioè il senso tattile, la ruvidezza della superficie o la sua umidità. Per dare al meglio l’idea di un cibo umido, cercate di fare in modo che una luce ci batta sopra e crei un punto chiaro.

Se siete in una cucina, cercate di avere la luce ottimale per fotografare i fumi che salgono dalle pentole, il che significa spostarsi fino a che il fumo non incontra il raggio di luce.

Non usate gli obiettivi a caso. Il grandangolo non serve per “mettere tutto nella foto” così come il tele non serve ad avvicinare un soggetto lontano.

Le lenti hanno ciascuna il suo linguaggio visivo e bisogna imparare ad usarlo. Il grandangolo permette riprese d’ambiente, permette di sottolineare linee prospettiche e distanze. Ma rischia anche di creare una gran confusione se non riuscite a dare alla foto un soggetto ben definito.

Il teleobiettivo invece avvicina i soggetti, li unisce, annullando la prospettiva e creando come un “legame”. Con un teleobiettivo e un diaframma aperto si può sfocare bene lo sfondo e isolare il soggetto.

Non sottovalutate un semplice 50mm o un 35mm, le cosiddette ottiche standard. Sono pratici, leggeri, offrono una visuale simile a quella dell’occhio umano, di solito hanno focali davvero ottime per fare scatti in qualunque situazione e per ottenere sfocature meravigliose (Foto sotto, scattata con un 35 mm).

Spesso si riesce a scattare anche da molto vicino.

Sfruttate il tempo di scatto: il tempo lento consente di raccontare un’azione rendendo più visibile il movimento come con il mosso voluto delle mani che lavorano al piatto, che girano una minestra, che impastano il pane.

Invece lo scatto molto veloce “congela” l’attimo, la goccia che cade, il vino che viene versato nel bicchiere, il cocktail acrobatico…

Nel vostro racconto fotografico non devono mancare foto di insieme, che facciano capire dove la storia si è svolta, ma anche il “ritratto” del piatto e poi, magari, anche dei dettagli, come le foto mostrate sopra. Così la vostra storia avrà un luogo e poi condurrà tutti ad osservare quello che voi stessi avete visto e notato.

Chiedetevi sempre cosa state fotografando. E’ importante che sia sempre chiaro nella vostra mente cos’è che state cercando di tradurre in una immagine (un piatto in particolare, la cultura gastronomica di un posto, la bellezza estetica di una preparazione…) e usare gli strumenti più idonei che avete per farlo capire agli altri. Gli altri, gli osservatori delle foto, non hanno sentito gli odori, non hanno udito il vociare del mercato, toccato, e soprattutto… assaggiato. La vostra foto deve dire a tutti non solo quello che avete visto, ma riempire anche il vuoto lasciato dall’assenza degli altri sensi.

Difficile?

Sì.

Luisa Puccini

Blogger Sito web: www.vicinoelontano.blogspot.com

Flickr Flickr: http://www.flickr.com/photos/luisapuccini

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3 Commenti

  1. Cytrynka 12 settembre 2013
  2. Luisa 22 luglio 2010
  3. Marilù 21 luglio 2010

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