Questo sito contribuisce
alla audience di

Eat Prato e il blog tour alla riscoperta delle eccellenze pratesi

StampaEat Prato è un progetto promosso dal Comune di Prato che si è svolto a Prato venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 giugno 2016 con il fine di al fine di festeggiare i 300 anni del vino Carmignano e contemporaneamente rafforzare l’identità del territorio e promuovere le tipicità legate al territorio, anche da punto di vista del turismo. Insieme ad altre 19 foodblogger toscane sono stata invitata a partecipare al foodcontest, il cui obiettivo era quello di spingere ad un uso creativo dei prodotti protagonisti di questo evento, ovvero le specialità pratesi: mortadella di Prato, biscotti di Prato, farina Gran Prato, vermouth di Prato, vino di Carmignano. E, se mi avete seguito, sapete che, con enorme piacere, ho partecipato con due ricette, i finti necci di farina integrale con mousse di mortadella di Prato e il dessert con biscotti di Prato e crema al mascarpone. Sono stata inoltre invitata a partecipare al blogtour alla scoperta delle prelibatezze del territorio pratese: oggi voglio proprio parlarvi del blog tour svoltosi venerdì 18 e sabato 19 giugno.

Ripercorrendo passo passo le tappe del nostro tour, ecco cosa dovete assolutamente fare se venire a Prato.

VISITA ALLA TENUTA DI ARTIMINO E ALLA VILLA MEDICEA

La tenuta di Artimino è una tenuta di 732 ettari immersa nel cuore della campagna che comprende la fattoria agricola di Artimino, che produce olio e il famoso vino di Carmignano DOCG e Chianti DOCG. Immerso nel verde e nell’aria buona troviamo anche l’hotel 4 stelle “Paggeria Medicea“, dotato di ampio giardino, 2 piscine, campo da tennis, 37 camere pronte a soddisfare ogni tipo di esigenza. Nel Borgo di Artimino (percorrendo dall’hotel 300 mt in uno splendido viale alberato di cipressi) ci sono inoltre 59 appartamenti e 6 appartamenti esclusivi (noti come le “Fagianaie”) a metà strada fra il Borgo di Artimino e l’hotel. In mezzo alla tradizione non manca però il comfort; tutte le unità dispongono di connessione internet, tv e aria condizionata.

Tenuta Artimino

Al nostro arrivo il venerdì mattina, io e le altre blogger partecipanti al tour siamo state “dirottate” al Ristorante Biagio Pignatta, dove siamo state invitate a indossare grembiule e cappello e a mettere le mani in pasta per una cooking lesson a cura di Michela Bottasso, la resident Chef del Ristorante. Dopo averci insegnato a fare la pasta fresca (strangozzi e tagliatelle), a seguire la lezione su uno dei piatti rinomati del ristorante, l’anatra alla Caterina de’ Medici.

Artimino cooking lesson

Finita la lezione, il pranzo. Nel menù, tra le altre cose, la pasta fresca da noi preparata ovvero tagliatelle e strangozzi conditi con un sugo a base di verdure dell’orto a km zero di Artimino e l’anatra alla Caterina de’ Medici. Ovviamente non potevano mancare il vino di Carmignano e i biscotti di Prato, entrambi consorzi aderenti e promotori di Eat Prato.

Pranzo tenuta Artimino

Dopo il pranzo, la visita guidata alla famosa Villa medicea “La Ferdinanda”, fatta costruire tra il 1596 e il 1600 dal Granduca Ferdinando I de’ Medici come sua residenza estiva e diventata nel 2013 patrimonio dell’Unesco. Caratteristica della villa i numerosi comignoli che svettano sul tetto e la rendono ben riconoscibile, da qui il nome di “villa dei 100 camini“. In realtà non sono cento camini ma circa una quarantina e ogni camino corrisponde a una stanza che il granduca Ferdinando volle comunque dotare di riscaldamento. E di camini risulta ben fornita anche l’adiacente Paggeria medicea, la sede dell’hotel. Per chi non la conoscesse, la villa medicea La Ferdinanda è la location ideale per incontri di lavoro importanti, cene di gala e matrimoni (io stessa sono stata invitata ad un pranzo di matrimonio in questa sede). Al piano terra  si trova l’antica cucina con un gigantesco camino che conserva la riproduzione di un girarrosto inventato da Leonardo da Vinci.

Villa medicea La Ferdinanda

Dopo tale visita sono dovuta correre a casa per motivi familiari (la festa di fine anno all’asilo nido del mio bimbo) così non ho potuto partecipare alla visita guidata al Museo del Duomo di Prato, alla lezione magistrale del critico enogastronomico Aldo Fiordelli in Palazzo Pretorio con aperitivo e veduta panoramica della città dal tetto di Palazzo. Vi invito comunque ad approfittare di una eventuale girata Prato per una visita al Museo dell’Opera del Duomo per vedere le 6 sale del museo e in particolare la sala della Sacra cintola dove è appunto esposta la reliquia della cintura della Madonna.

Il sabato mattina è stato ricchissimo di tappe che avrebbero necessitato di molto più tempo per essere gustate a assaporate.

COLAZIONE ALLA PASTICCERIA MANNORI E INCONTRO CON LUCA MANNORI

Dopo aver goduto della vista di tutte le specialità della pasticceria e dopo aver fatto colazione assaggiando alcune delle specialità della pasticceria, il maestro pasticcere Luca Mannori si è raccontato e ci ha raccontato la storia dei 30 anni della sua pasticceria di via Lazzerini (vicinissimo al centro, appena fuori dalle mura). Dopo un iniziale periodo di lavoro in banca durato circa 7 anni, a 30 anni (nel 1987, quasi 30 anni fa) trasforma in un laboratorio di pasticceria la latteria che apparteneva ai suoi genitori. Luca Mannori è conosciuto in tutto il mondo per la sua torta Sette Veli, una mousse al cioccolato fondente pura origine Madagascar, bavarese alle nocciole pralinate e veli di cioccolato, morbido savoiardo al cioccolato e gianduia ai cereali… un dolce sublime, delicato e bilanciato nei sapori e nelle consistenze che, nel 1997 gli fa vincere il Campionato del Mondo a Lione. Pasticceria MannoriIl laboratorio di Prato, dietro la pasticceria, è affiancato dal Mannori Espace di Agliana, uno Show Room di cioccolateria di 500 mq nato nel 2007, dove è possibile acquistare le sue specialità ma è anche un laboratorio a vista con possibilità di stages. Nel 2004 pubblica il suo primo libro “Come musica. Elementi di pasticceria” in cui racconta la sua grande passione per la musica e le analogie musica/pasticceria. Nel 2014 nasce la Luca Mannori Open School, una Scuola aperta a tutti in cui il maestro insegna pasticceria a tutti gli aspiranti pasticceri. Nel 2016 esce il suo secondo libro “Passione Cioccolato” dove Mannori propone più di 90 ricette per stupire con il cioccolato, spiegate nei passaggi e nelle materie prime. Le creazioni di Mannori sono conosciute in tutto il mondo e la pasticceria spedisce all’estero prodotti surgelati pronti da cuocere.

VISITA AL BISCOTTIFICIO ANTONIO MATTEI CON VISITA AL LABORATORIO 

Biscottificio Antonio Mattei

Ci accoglie sorridente Elisabetta Pandolfini, che, insieme al fratello Francesco e le sorelle Marcella e Letizia, è proprietaria e gestisce il negozio. Il biscottificio Mattei (detto “Mattonella”, dal nome dei biscotti contenuti nel classico sacchetto blu) nasce in via Ricasoli (dove si trova attualmente) ad opera di Antonio Mattei, un fornaio e pasticciere pratese di umili origini. I figli di Mattei non erano molto interessati dell’attività di Antonio, ma tra i ragazzi suoi garzoni uno in particolare mostrava talento e passione nel suo lavoro: era Ernesto Pandolfini, nonno di Elisabetta (che ne narra appunto la storia). Ernesto, senza genitori, fu allevato come un figlio da sua zia Italia, fiorentina, che si accordò con i Mattei e nel 1908 rilevò il Biscottificio regalandolo al nipote Ernesto, che già lavorava da tempo al biscottificio. Questo è l’inizio della storia di tre generazioni Pandolfini che lavorano con grande passione dentro il biscottificio Mattei producendo biscotti di Prato ma non solo. Ernesto continuò sulla stessa linea di alta qualità e creatività del fondatore ideando anche nuovi prodotti, tra questi il Filone candito, i Brutti Buoni, il Biscotto della Salute. Produzione biscottificio MatteiIl 25 maggio di quest’anno è stata lanciata anche la Cassatina “Dai-Dai” con biscotto di Prato alle mandorle in collaborazione con la gelateria artigianale Dai-Dai di Castiglioncello dei fratelli Bartoletti. Il risultato di questo incontro tra biscotto e gelato è davvero goduriosa: si tratta di un gelato artigianale a base di panna fresca, latte fresco, tuorli d’uovo e farina con il croccante biscotto di Prato (ingredienti: farina, uova, zucchero, mandorle pinoli) ricoperto per metà da cioccolato fondente. Tale prodotto viene distribuito dalla gelateria Dai Dai sia in Italia che all’estero.

Cassatina Dai dai con biscotto di Prato alle Mandorle

La visita dentro il laboratorio di produzione è stato davvero qualcosa di unico, un’esperienza dolce (anche di assaggi) che mi porterò per sempre nel cuore!

INCONTRO IN PIAZZA DEL DUOMO CON MARCO BARDAZZI e SERGIO FIASCHI

In piazza del Duomo, sedute in cerchio, abbiamo incontrato prima Marco Bardazzi, mugnaio del Molino Bardazzi che ci ha raccontato come viene prodotta la farina Gran Prato, una farina locale di qualità, a chilometro buono. Il racconto del suo lavoro è stato per noi così affascinante che è emersa la voglia di noi blogger di poter visitare i campi di grano e assistere alla raccolta del grano e alla sua macinazione. A seguire l’incontro con Sergio Fiaschi del Forno Fiaschi, produttore del Pane Gran Prato, che ci ha raccontato come il pane Gran Prato segua un disciplinare a base di lievito madre fresco diversamente dalla lavorazione industriale con lievito madre liofilizzato. Abbiamo parlato di autolisi o biga, di impasti duri (50-55% di idratazione), di impasti medi (60-65%) e impasti morbidi (70-85%) e ci ha anche mostrato come viene formata la famosa bozza pratese. Ci ha spiegato che il lievito madre fa effetto anche a 70° diversamente dal lievito di birra che fa effetto al massimo ad una temperatura di 40° e muore a temperature superiori. Insomma, due incontri con filo conduttore la farina, dalla produzione alla lavorazione. Nel frattempo, in piazza del Duomo, si svolgevano lezioni di panificazione.

Incontro con Marco Bardazzi e Sergio Fiaschi

PRANZO A LE GARAGE BISTROT IN PIAZZA SAN DOMENICO. Siamo state divise in gruppi e ospitate nei ristoranti, enoteche e bistrot di Prato che, in occasione di Eat Prato, avevano proposto menu speciali e aperitivi gourmet a base delle specialità pratesi. Io e le mie colleghe abbiamo pranzato in piazza San Domenico a Le Garage Bistrot. Gianni e Carlo ci hanno coccolato con un ottimo menù degustazione con tortino di salmone e gazpacho, spaghetti alla chitarra con scorfano, filetto di gallinella con verdure arrostite e dolce alla carta.

Pranzo a Le Garage Bistrot

Un locale con la massima cura dei dettagli, nella scelta delle materie prime, nella composizione dei piatti… non a caso, io che sono amante dei sali, ho potuto gustare appieno lo strepitoso sale alla Liquirizia Saltverk presente nell’antipasto, un sale che nasce dall’incontro di fiocchi di sale marino e radice di liquirizia persiana. Vista la presenza di Marco Bardazzi e Luca Managlia, io e le altre blogger del mio gruppo abbiamo pranzato con loro discorrendo e raccontandoci.

 VISITA GUIDATA AL MUSEO DEL TESSUTO

Il Museo del Tessuto di Prato nell’ex fabbrica “Campolmi” è qualcosa che non si può descrivere, ma solo visitare! Si tratta di una vecchia fabbrica ottocentesca, nel cuore del centro città, a ridosso delle mura medievali, diventata sede del Museo: qui non solo è esposta la più vasta e prestigiosa collezione tessile in Italia ma sopratutto è narrata la storia dei tessuti pratesi, della creatività di questa città, del suo lavoro, delle sue capacità imprenditoriali. All’interno del Museo possiamo ammirare una gigantesca caldaia a vapore ottocentesca e nel cortile interno la ciminiera, la più alta del territorio pratese.

Museo del tessuto

VISITA ALLA PASTICCERIA NUOVO MONDO E LABORATORIO DELLE PESCHE DI PRATO CON PAOLO SACCHETTI

La pasticceria si trova in centro, in via Garibaldi. Passare davanti alla pasticceria significa sentire un tripudio di profumi, e fermarsi necessariamente ad assaggiare una delle famose Pesche di Prato del Sacchetti. Vederle preparare in laboratorio è stata un’esperienza di grande arricchimento personale… le pesche sono a base di pasta brioche, i filoncini di 100 gr vengono suddivisi in palline di circa 25  gr. Dopo la cottura, le palline vengono bucate con la punta del coltello (per fare assorbire bene la bagna) e inzuppate nella bagna a base di acqua, zucchero e alchermes. Con una sac a poche, il buco viene riempito con crema pasticcera. A questo punto le palline vengono accoppiate a due a due, rotolate nello zucchero semolato e accomodate in un pirottino di carta.

Le pesche di Prato di Paolo Sacchetti

Non so a voi… ma a me è già venuta fame e tanta voglia di farmi una bella girata a Prato!

Print Friendly
[Voti: 3    Media Voto: 4/5]

Info per Eat Prato e il blog tour alla riscoperta delle eccellenze pratesi

Ricetta scritta da il
Inserita nelle categorie
Tag: biscotti, biscotti di Prato, eat prato, Farina gran Prato, Forno Fiaschi, Le Garage Bistrot, Luca Mannori, Marco Bardazzi, Molino Bardazzi, mortadella di Prato, Pane Gran Prato, Paolo Sacchetti, Pasticceria Mannori, pasticceria Nuovo Mondo, Sergio Fiaschi, tenuta di Artimino, vermouth di Prato, vino di carmignano

Cerca Ricette

Non hai trovato la ricetta che cercavi? prova a scrivere gli ingredienti qui sotto:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *